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70° Costituzione

Per celebrare il 70° anniversario dalla nascita della Costituzione italiana, abbiamo selezionato alcuni articoli, gli abbiamo dato una veste grafica e descrittiva, e ve li proponiamo.
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L’articolo 1 comincia con un lapidario: “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. In modo altrettanto lapidario, chiediamo che si rispettino questi principi e che si investa davvero su di loro. Non sono astratti, ma incidono sulle persone in carne e ossa.



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Cosa significa l’articolo 2, in breve? “La Repubblica difende i diritti di tutti i cittadini, da soli o organizzati insieme ad altri, e chiede loro di sentire il dovere di vivere bene insieme” scrive Mario Lodi in “Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti”.




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L'articolo 3 della Costituzione enuncia il principio di uguaglianza. "Tutti i cittadini devono essere rispettati. La legge li deve trattare allo stesso modo, anche se parlano lingue diverse, credono in Dio o no, sono ricchi o poveri, maschi o femmine, di razza bianca o nera o di altro colore e anche se hanno idee politiche diverse. I cittadini che non possono essere liberi o non possono vivere come gli altri perché sono poveri o vivono in condizioni difficili, devono essere aiutati. La Repubblica deve eliminare le cause della loro inferiorità in modo che possano partecipare alla vita sociale come gli altri". Mario Lodi in “Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti”.



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Quanto l'articolo 4 della nostra Costituzione soffra per la distanza dalla realtà lo sanno bene, ad esempio, i giovani. La soluzione ci sarebbe: investire in un piano del lavoro per il paese. La CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro lo dice da tempo. Una parafrasi dell'articolo 4? "Tutti hanno il diritto di lavorare. La Repubblica deve fare in modo che ci sia lavoro per tutti. Ogni cittadino ha il diritto di scegliere il lavoro che riesce a fare meglio e che preferisce, in modo da contribuire al progresso materiale e spirituale della società". [Mario Lodi in “Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti”]




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L’art. 5 della nostra Costituzione intreccia il principio dell’unità e indivisibilità della Repubblica con quello del decentramento e autonomia degli enti locali. Scrive Mario Lodi, nel libro da lui curato (“Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti”) e che citeremo per i 12 principi fondamentali della Carta: “La Repubblica è un unico Stato, però dà alle Regioni, alle Province e ai Comuni la possibilità di essere autonomi organizzando i servizi (trasporti, ospedali, scuole, ecc.) secondo le necessità locali. “Purtroppo questo articolo oggi va a cozzare contro il riordino istituzionale e in particolare con la partita delle Province, una riforma lasciata a metà e che ha visto come unica conseguenza il taglio delle risorse e dunque dei servizi – afferma la nostra segretaria regionale Mavì Gardella -. Questo ha provocato pesanti disagi sia sui servizi a livello territoriale sia ai lavoratori”.




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Nel nostro paese si parlano diversi idiomi. Dal tedesco al francese, dal ladino all'occitano, dall'albanese al catalano, dal greco al sardo e allo sloveno, per citarne alcuni. "I gruppi di cittadini che parlano una lingua diversa dall'italiano e vivono nel territorio della Repubblica sono rispettati e difesi con leggi fatte apposta". Così Mario Lodi ci spiega l'articolo 6 della Costituzione nel suo libro "Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti”




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Come spiega Mario Lodi (dal cui libro "Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti”) l'articolo 7 della Costituzione? "Lo Stato della Città del Vaticano, dove risiede il Papa, non dipende dallo Stato italiano, ma ha le sue leggi, la sua moneta, la sua bandiera. Stato e Chiesa, nei loro territori, sono indipendenti. C'è però un accordo che regola i loro rapporti e stabilisce come risolvere alcuni problemi particolari (insegnamento della religione nelle scuole statali, servizio militare dei sacerdoti e altri).




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"In Italia possono vivere liberamente i fedeli di ogni religione (cattolici, protestanti, buddisti, ebrei, musulmani, induisti, ecc.). Essi possono organizzarsi secondo le proprie regole, purché rispettino le leggi dello Stato italiano". Così Mario Lodi spiega l'articolo 8 nel suo libro "Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti”.



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Parafrasando l'articolo 9 della nostra Costituzione, con Mario Lodi (nel suo libro "Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti”) diremmo così: "La Repubblica aiuta la diffusione della cultura, la ricerca scientifica e tecnica. Difende il paesaggio naturale, i monumenti storici e le opere d'arte presenti in Italia".




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“Lo straniero che nel suo paese non è libero, perché il Governo gli impedisce di esprimere liberamente il suo pensiero, ha diritto di asilo politico, cioè di essere ospitato in Italia. Se uno Stato straniero chiede che un suo cittadino, ospite in Italia per asilo politico, venga rimandato in patria perché accusato di reati politici, la Repubblica italiana deve respingere la richiesta”. Così Mario Lodi nel suo libro "Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti” spiega l’articolo 10 della nostra Costituzione.

E aggiunge: “In Italia, durante i venti anni in cui governò il fascismo, non c’era più la libertà e molti italiani, per non venire catturati per le loro idee, hanno chiesto asilo politico in Stati liberi. Caduto il fascismo sono rientrati in Italia: alcuni di essi hanno fatto parte dell’Assemblea Costituente, che ha approvato la Costituzione, come Sandro Pertini, divenuto poi anche Presidente della Repubblica".




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"L'Italia rifiuta la guerra, come offesa ad altri popoli. I contrasti con altri governi devono essere risolti con metodi pacifici (incontri, discussioni, accordi, trattati). L'Italia deve sempre agire perché sia assicurata la pace e la giustizia tra le Nazioni, collaborando con le organizzazioni internazionali".

Così Mario Lodi, nel suo libro "Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti”, parafrasa la nostra Carta costituzionale. E nel giorno in cui, nel 1927, nasceva Tina Anselmi, partigiana, sindacalista e politica italiana, vogliamo ricordarla attraverso queste sue parole: "La democrazia [...] è pace".




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“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Nessuno può proibire di stampare e di diffondere le idee delle persone; questo può accadere solo quando esse sono contrarie alle leggi. La legge vieta espressamente i giornali, gli spettacoli e le manifestazioni pubbliche che sono contrari al buon costume (cioè che offendono i più importanti valori morali della gente)”. Così Mario Lodi, nel suo libro "Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti” spiega l’articolo 21 della nostra Carta.



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“La Repubblica riconosce che la salute è un diritto importante di ogni individuo e di tutta la società; per questo garantisce le cure gratuite a chi è povero. Nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario, se non è stabilito da una legge: la legge comunque deve sempre rispettare la persona umana”. Mario Lodi, nel suo libro, "Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti” spiega l’articolo 32 della nostra Carta. Lo abbiamo a cuore per tutte e tutti, con le lavoratrici e i lavoratori della sanità. Tenacemente, nonostante l’incuria di certe politiche.




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Come viene spiegato l’articolo 33 da Mario Lodi nel suo libro "Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti”? Con queste parole: “L’arte e la scienza sono libere (quindi ogni artista o scienziato può dedicarsi alle sue ricerche in assoluta libertà) e libero è anche l’insegnamento. La Repubblica istituisce a sue spese scuole di ogni ordine e grado. Anche Enti e privati possono aprire scuole e istituti, ma senza spese per lo Stato. Le scuole private che chiedono la parità hanno l’obbligo di rispettare le regole stabilite dallo Stato ed hanno il diritto di avere piena libertà. I loro alunni devono essere trattati come quelli delle scuole statali. Alla fine di ogni ordine di scuola gli alunni devono superare un esame di Stato. Le Università e le Accademie possono darsi ordinamenti autonomi, rispettando però le leggi dello Stato”.




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“La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, che dura almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. Gli alunni bravi, anche se figli di famiglie povere, hanno il diritto di continuare gli studi fino ai gradi più alti. La Repubblica li aiuta con borse di studio, assegni alle loro famiglie ed altre forme di sostegno, che devono essere attribuiti per concorso”. Così spiega Mario Lodi, nel suo libro "Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti”, l’articolo 34.




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“Chi lavora deve essere pagato secondo le ore ed il lavoro che fa e in ogni caso con una paga sufficiente per far vivere bene lui e la sua famiglia. La durata di una giornata di lavoro è stabilita dalla legge. Ogni lavoratore ha diritto a un giorno di riposo settimanale e a un periodo di ferie pagate ogni anno, a cui non può rinunciare”. L’articolo 36 della nostra Costituzione commentato da Mario Lodi nel libro da lui curato: "Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti”




“La donna che fa lo stesso lavoro di un uomo ha gli stessi diritti e uguale retribuzione. La donna alla quale nasce un bambino non può essere licenziata e deve avere il tempo necessario per curarlo. L’età minima per andare a lavorare è stabilita dalla legge. Il lavoro dei cittadini minori di 18 anni è protetto da leggi speciali. Se fanno lo stesso lavoro di un adulto, devono ricevere un’uguale retribuzione”.

Mario Lodi, nel libro da lui curato "Costituzione: la Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti”, sull’articolo 37 della nostra Carta aggiunge: “L’età minima per l’ammissione al lavoro non può mai essere inferiore ai 15 anni compiuti ed è inoltre subordinata al compimento del periodo dell’istruzione obbligatoria. Dal 2000 una legge sposta fino al 18° anno di età l’obbligo di frequenza di attività formative o nel sistema di istruzione scolastica o nel sistema di formazione professionale o nell’esercizio dell’apprendistato”.
angela.amarante | 11 maggio 2018, 11:47
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