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Storia

La Federazione lavoratori della Funzione pubblica (FLFP) della CGIL, nome di quella che nel tempo è diventata semplicemente la Funzione Pubblica, nasce nel 1980 in conclusione di un lungo processo evolutivo iniziato negli anni Settanta allo scopo di riorganizzare la rappresentanza dei lavoratori del settore pubblico. 
Non fu sicuramente un passaggio indolore, anzi fu difficile abbandonare le precedenti suddivisioni che garantivano, almeno in una visione strettamente legata al particolare, un maggior numero di privilegi.
 
Una tappa intermedia ma fondamentale sulla strada dell'accorpamento è costituita dal Congresso della CGIL del 1978 dove si è proceduto a una prima semplificazione con la creazione di tre grandi enti di rappresentanza: la FLELS (Federazione lavoratori enti locali e sanitari), la FNDS (Federazione nazionale dipendenti dello Stato), la FIDEP (Federazione italiana dipendenti enti pubblici).
Nell'aprile 1980, a Rimini, si svolge il primo Congresso della neonata FLFP. S'intendeva creare un'identità del pubblico impiego che permettesse anche di collaborare per la riforma della Pubblica Amministrazione. La costruzione dell'identità era utile anche per rafforzare il rapporto tra istituzioni e cittadini.
La FP nasce in un momento storico di cambiamento (riforma sanitaria del 1978, prima legge quadro del lavoro pubblico del 1983) che rafforza la volontà politica di superare la specificità dei lavoratori pubblici avviandosi alla contrattualizzazione.
Una tappa intermedia è rappresentata dal decreto legge 29/1993 del governo Ciampi che ha centralizzato la contrattualizzazione. Il d.l. 29/1993 è stato importante anche perché ha stabilito l'efficacia immediata dei contratti collettivi, con l'eliminazione di qualsiasi passaggio regolamentare o provvedimentale.
I decreti legislativi 396/1997, 80/1998 e 387/1998 hanno avuto il merito di ridefinire le regole della rappresentanza e della rappresentatività nel pubblico impiego. In questa riorganizzazione ha giocato un ruolo importante Massimo D'Antona. Grazie a queste nuove norme, è passato il principio secondo cui hanno diritto a sedersi al tavolo delle trattative solo le organizzazioni con un'effettiva rappresentanza, stabilita attraverso un preciso criterio: la media tra il numero degli iscritti e il numero di voti alle elezioni per le Rappresentanze sindacali unitarie (RSU) (link).
L'ultima tappa normativa importante è il Testo Unico 165/2001 che ha avuto il merito di riunire in un solo documento le modifiche apportate dai decreti del 1998. Questa legge ha ampiamente decentrato le pubbliche amministrazioni e ha snellito la regolamentazione della loro attività.
admin | 01 ottobre 2011, 10:57
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