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La figura del nuovo delegato sindacale

L’indagine, commissionata da Cgil Lombardia a Ipsos, è stata presentata al XII congresso confederale regionale
30 nov. - I nuovi delegati della CGIL Lombardia apprezzano l’operato della nostra organizzazione, ne condividono i valori, non sono particolarmente attratti dalla politica e, sorpresa, a differenza di quanto spesso si racconta sui media non amano molto nemmeno Lega e Movimento 5 Stelle.
Sono alcuni dei risultati emersi da una ricerca condotta da Ipsos, azienda leader internazionale nella raccolta e nell’analisi statistica dei dati, sui rappresentanti dei lavoratori eletti da non più di due anni. L’esito del lavoro (200 interviste effettuate in tutti i comparti, pubblici e privati) è stato presentato la scorsa settimana ad Assago, in occasione del Congresso confederale regionale.
I percorsi che hanno portato alla decisione di diventare delegato sindacale seguono, in genere, due traiettorie diverse: per alcuni si è trattato del naturale sbocco di esperienze precedenti in ambito politico, scolastico o associativo. Altri, invece, hanno iniziato questa esperienza per fare fronte a un problema, a una situazione contingente legata al proprio luogo di lavoro. Per tutti, però, sono stati fondamentali la spinta e l’appoggio di colleghi e funzionari sindacali territoriali. La maggioranza ha scelto la CGIL consapevolmente, per i suoi valori (38%) o per la stima nei confronti del suo operato a livello territoriale (30%). La CGIL è riconosciuta come il sindacato più “grande” del nostro Paese: per la storia, i numeri (iscritti), la maggior chiarezza e determinazione, rispetto alle altre sigle, nel portare avanti le battaglie a difesa dei lavoratori.
Il giudizio degli intervistati su ciò che la CGIL fa per loro è ampiamente positivo (80%). I maggiori indici di gradimento sono registrati dal sostegno dato dai funzionari (78%), dalle attività dei servizi di tutela individuale (73%), dalla comunicazione interna verso le rappresentanze sindacali aziendali (78%), ma anche dalla formazione (65%), su cui pure l’organizzazione pensa e vuole fare molto di più.
Una parte rilevante dell’indagine è stata dedicata al rapporto tra sindacato e politica. La percentuale dei delegati non interessati è rilevante (36%; solo l’8% sono gli iscritti ad un partito), con punte di disimpegno che arrivano all’avversione e quasi al qualunquismo. Se gli attivisti sono pochi (11%), il 54%, però, che si colloca tra gli “osservatori” e gli “impegnati”, pensa che un buon delegato non possa ignorare del tutto ciò che avviene in Parlamento e al Governo e che, comunque, le decisioni in ambito politico influiscano molto (41%) o abbastanza (52%) sull’attività sindacale.
Prevale (53%) l’idea che la CGIL possa e debba fare a meno di uno sponda politica, scegliendo di volta in volta, con concretezza e realismo, quale posizione assumere. Se si chiede quale sia il partito più vicino al sindacato, non è più scontato pensare al PD, che comunque resta in cima alle preferenze dei nuovi delegati (27%), seguito da Liberi e Uguali (20%). Il Movimento 5 Stelle si ferma al 9%, la Lega addirittura all’1%. Solo il 5% pensa che sia auspicabile la nascita di un nuovo soggetto politico a sinistra. Emerge qualche contraddizione, però, tra le scelte elettorali degli intervistati e il giudizio dato alle politiche dell’attuale Governo: il 33%, infatti, ritiene che M5S abbia posizioni vicine agli interessi dei lavoratori (non convince, però, il reddito di cittadinanza) e il 20% condivide le posizioni della Lega in materia di immigrazione, Legge Fornero e Jobs Act.
Sull’Europa non ci sono dubbi: l’87% dei delegati ritiene che l’Italia debba restare nell’UE, magari cercando di modificarne le scelte economiche (43%).
Ipsos, in chiusura di intervista, ha chiesto ai nuovi delegati di lanciare un messaggio alla CGIL: tutti costruttivi, con inviti ad ascoltare di più i lavoratori e ad opporsi con forza alle politiche di stampo fascista (34%), a pensare soprattutto ai più giovani (17%), ad essere più coraggiosi nel portare avanti le vertenze (10%). (Simone Cereda)
pubblicazione | 30 novembre 2018, 13:48
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