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#XiFpCgil / Azione e ruolo della Cgil

Terza giornata congressuale della Fp Cgil nazionale. Gli interventi dei sindacalisti lombardi
30 nov. – Agire una battaglia politica e culturale, anche tra gli iscritti, perchè si affermino i valori della nostra Costituzione e della stessa Cgil e affinchè alle prossime elezioni europee esca una diversa idea di Europa rispetto a quella che, sempre più destra, emerge. “Non c’è più l’idea di un’Europa che ha garantito 70 anni di pace, ma c’è l’idea di un’Europa come somma di nazioni sovrane” e i loro interessi. Natale Cremonesi, segretario generale della Fp Cgil Milano, nell’intervenire alla terza giornata congressuale della categoria nazionale, a Perugia, guarda invece all’Europa del Manifesto di Ventotene, della casa comune, dell’integrazione e della pace.
Anche Adriano Sgrò, sempre FP Cgil Milano, torna sulla la deriva dell'attuale politica che ha spesso tratti autoritari, liberticidi, xenofobi, razzisti e fascisti. E ricorda due casi, il sindaco di Riace Mimmo Lucano e i bimbi figli di immigrati esclusi dalle mense scolastiche a Lodi. “La Cgil dovrà farsi carico di un ruolo non propriamente consono di un sindacato, travalicando il suo confine, per costruire un argine” sostiene.
“Sovranismo, populismo razzismo sono titoli che stanno uscendo da questo governo. La Cgil, come sempre ha fatto, è stata in campo e a maggior ragione lo starà ora nel mobilitarsi contro queste politiche”, afferma Roberto Rossi, segretario generale Fp Cgil Bergamo. Incluse le politiche economiche, vedi l’iniqua flat tax, “la misura più di destra degli ultimi decenni”. Rossi ha anche sottolineato come questo congresso arrivi dopo una fase importante, il rinnovo dei contratti e delle Rsu. Ma restano ancora da chiudere dei contratti: da quello della dirigenza medica e sanitaria a quelli della sanità privata e del socio assistenziale. Per lui c’è poi la necessità, da parte del sindacato, di “provare ad anticipare le problematiche per governare i cambiamenti e non subire le scelte”.
Dato il contesto politico e socio-economico gli anni passati sono stati tosti. “Possiamo essere orgogliosi dei risultati raggiunti, a partire dalle elezioni Rsu” ricorda Claudio Tosi della Fp Cgil Lombardia. Sfoderando un altro punto forte: “Rinnovare i contratti pubblici non è stato solo un risultato economico. Più importante ancora è stato aver smontato il processo di legificazione, la legge Brunetta, e aver ridato ruolo alla contrattazione”. Certo c’è ancora da fare: dalla contrattazione inclusiva alla contrattazione di filiera. Come “recuperare il tempo perso rispetto alla tutela individuale”. Ma la Cgil c’è e lo ha mostrato anche nello stesso documento congressuale ‘Il Lavoro è’, che dalla categoria è stato “calato già nella campagna elettorale delle Rsu”.
tiziana.altea | 30 novembre 2018, 18:51
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