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Sanità privata: tempo scaduto anche in Lombardia

Creston (Fp Cgil): dobbiamo fare pressione su una trattativa che dura da troppo tempo e senza risultati significativi. Il contratto è fermo da 12 anni
7 gen. – “Ci deve essere consapevolezza diffusa, da parte di coloro che sono interessati a far funzionare al meglio la sanità, anche quella erogata dai soggetti privati, che senza il rinnovo contrattuale la sanità funziona peggio”. Questi soggetti, come scritto anche nel volantino unitario che Gilberto Creston, della Fp Cgil Lombardia, tiene in mano parlandoci, sono le istituzioni, i cittadini e le strutture aderenti ad Aiop e Aris, cioè le controparti datoriali che stanno rendendo difficili e lunghe le trattative per rinnovare il contratto della sanità privata, al palo da 12 anni. “Le istituzioni, a partire da Regione Lombardia, devono attivarsi perché queste lavoratrici e lavoratori ottengano un contratto dignitoso. Tanto più dopo tanti anni di blocco: l’ultimo ccnl è stato siglato nel 2004! Considerando che uno stipendio medio si aggira sui 1300 euro, oggi, se ci fossero state almeno due tornate contrattuali, la busta paga sarebbe di circa 1500 euro. La perdita economica di questo stallo è stata di migliaia di euro – spiega Creston -. Ma anche le aziende devono sollecitare le loro rappresentanze perché i propri dipendenti si vedano finalmente riconoscere questo diritto, normativo ed economico. E i cittadini, cui chiediamo di solidarizzare firmando i moduli che saranno distribuiti in questo gennaio di mobilitazione lombarda, devono rendersi conto della situazione penalizzante che stanno vivendo gli operatori dei servizi”.
In realtà la mobilitazione è partita da tempo anche nella nostra regione, e in varie forme: da ordini del giorno votati a manifestazioni e presidi. Numerose sono le strutture afferenti in Lombardia alle due associazioni datoriali. Ad Aris, ad esempio, aderiscono la Fondazione Poliambulanza di Brescia, La Nostra Famiglia di Como, Lecco e dei territori milanese e varesino, gli Ics Maugeri, a partire da quelli pavesi e, ancora, i centri Don Gnocchi. Ad Aiop afferiscono tra gli altri gli Istituti ospedalieri Bergamaschi e gli Istituti ospedalieri bresciani (gruppo San Donato), i brianzoli Istituti clinici Zucchi, presidi milanesi come il San Raffaele, l’Istituto stomatologico italiano, l’Istituto ortopedico Galeazzi, il Policlinico San Donato.
“Il 30 gennaio, a sostegno di questa vertenza, terremo un presidio regionale unitario a Milano” anticipa Creston. Intanto, nelle iniziative territoriali che si stanno organizzando per queste settimane, circolerà il volantino predisposto anche per la raccolta firme, in cui campeggia un orologio che si sta sgretolando. Lo spiega il titolo perché: “Sanità privata: contratto ora, il tempo è scaduto”.
tiziana.altea | 07 gennaio 2019, 10:33
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