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10 aprile 2012. Conferenza dei servizi di CGIL Lombardia

Si è tenuta oggi, 10 aprile, a Bergamo (presso la Sala Mosaico della Camera di Commercio, in via Petrarca 10), la Conferenza dei Servizi della CGIL Lombardia. Un momento importante nel percorso della Confederazione, fortemente impegnata in Lombardia a rappresentare il lavoro nella sua dimensione collettiva e altresì a rispondere alle istanze individuali dei singoli lavoratori.
Un tema “caldo” quello dei servizi in CGIL, su cui – come è nella tradizione democratica e pluralista dell’Organizzazione – il confronto e la discussione si tingono di toni accesi. Un tema su cui riflettere con attenzione, senza pregiudizi e senza soluzioni preconfezionate, guardando la realtà per quella che è e provando – anche qui come da tradizione CGIL – a mettere in campo tutte le azioni necessarie per modificare le iniquità, le ingiustizie, le storture. Per tutelare e insieme valorizzare la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati.

La Conferenza è stata aperta dall’intervento di Nino Baseotto, Segretario generale CGIL Lombardia. Sono poi state presentate le attività dei servizi CGIL nella nostra regione: l’INCA (il patronato, con le sue attività di informazione, consulenza, tutela dei diritti previdenziali, sociali, assistenziali), il CAAF (assistenza fiscale), gli Uffici vertenze e legali, la  Federconsumatori (tutela dei giusti interessi dei consumatori e degli utenti), il SUNIA-APU (assistenza agli inquilini e ai condomini), l’AUSER (associazione di volontariato e promozione sociale, impegnata nella solidarietà e valorizzazione delle persone anziane), la SINTEL (società che offre soluzioni informatiche e telematiche, anche sul piano formativo).
Stefano Landini, Segretario organizzativo CGIL Lombardia ha chiuso i lavori, che hanno visto il contributo di Enrico Panini per la Segreteria nazionale CGIL.

Nel dibattito pomeridiano è intervenuto, tra gli altri, il Segretario Generale della Funzione Pubblica CGIL Lombardia, Florindo Oliverio. Il quale ha subito evidenziato come l’aumento degli iscritti alla categoria lombarda, nel 2011, sia dovuto alla trasformazione che sta sempre più interessando il lavoro delle funzioni pubbliche che – lo ricordiamo – è svolto sia in settori pubblici che in settori privati; per cui se si sono superati i 52.200 iscritti è perché “i lavoratori dei nostri settori privati sono cresciuti di oltre 800 unità a fronte di una perdita nei comparti tradizionali di enti locali e sanità pari a oltre 600 unità. Sono oltre un terzo ormai i dipendenti privati che organizziamo come Funzione Pubblica. Lavoratori che hanno una flessibilità, sia in entrata sia in uscita dal mondo del lavoro, molto elevata e che presenta perciò un turn over impegnativo anche nel rapporto con la CGIL. Sono quelli del terzo settore e dell'igiene ambientale, dove risposte organizzative e tutele individuali spesso sono da reinventare: qui non valgono nemmeno gli ammortizzatori degli altri lavoratori privati”.

Questo non toglie spazio alle esigenze dei lavoratori dei settori pubblici che, a fronte dei provvedimenti normativi di questi anni (che hanno anche cambiato il rapporto tra dipendente e datore di lavoro), ampliano, articolano e diversificano la propria domanda di tutela individuale: “Un tempo era naturale svolgere all'interno dell'amministrazione pratiche burocratiche che oggi invece sono richieste al nostro patronato”.

Da qui la crescente domanda di servizi fatta alla CGIL, ai suoi Centri di assistenza fiscale, agli Uffici vertenze e legali, all’INCA. “Ma – ha affermato Oliverio – i nostri servizi, per gran parte di questi lavoratori, sono ancora troppo caratterizzati da una profonda e ineguagliabile conoscenza e professionalità di tipo ‘industrialista’. Da qui l'iniziativa congiunta di Funzione Pubblica, con l'INCA e la CGIL Lombardia, per dotare gli uffici vertenze delle Camere del Lavoro di una piattaforma aggiornata dei valori delle retribuzioni complessive del pubblico impiego e del terzo settore, utili a mettere nelle condizioni questi servizi di fare controlli di buste paga e TFR anche per questi lavoratori, ed anche per la necessaria assistenza in materia di previdenza complementare”.

Da questo punto di vista, come ha sostenuto Oliverio, anche il voto appena concluso per il rinnovo delle RSU va analizzato in modo più completo e disincantato, va letto al di là del positivo risultato per le liste della FP CGIL in Lombardia: “ci stiamo interrogando sul consenso registrato dai sindacati ‘professionali’, in particolare nel comparto della sanità. È verosimile, infatti, che uno spostamento di consensi da CISL e UIL si sia avuto verso la CGIL, ma non possiamo escludere che nostri elettori si siano spostati verso i sindacati corporativi. In particolare questa condizione crediamo riguardi lavoratori a più alto contenuto professionale, come gli infermieri e la generalità delle professioni sanitarie, dove maggiore è la domanda di riconoscimento del valore del proprio lavoro proprio nella sua dimensione professionale. Una dimensione che richiede capacità di rappresentanza e tutela finora inevasa dalla CGIL. In alcuni territori ci segnalano casi di nostri iscritti passati a questi sindacati che si configurano, per i servizi assicurati, più a ordini e collegi professionali che non a sindacati così come noi li intendiamo”.

Che fare? Di sicuro “A noi sta il compito di rappresentare il lavoro nelle sue diverse dimensioni, sapendo trovare il giusto equilibrio tra le attività di rappresentanza collettiva e quella individuale. Dare risposte tanto alla domanda di rappresentanza del lavoro nei confronti con i datori di lavoro quanto alla domanda di assistenza dei lavoratori nel rapporto con la necessaria evoluzione del rapporto con il proprio lavoro.
Qui sta anche la necessità di saper intercettare i bisogni dei lavoratori oltre i confini ormai desueti di luoghi non più esaustivi del rapporto con il proprio lavoro. Il territorio è la dimensione organizzativa che fa del lavoro oggi un fatto sociale che rivendica rappresentanza”. A questo punto il Segretario Generale della FP CGIL Lombardia domanda: “perché occuparsi di welfare, fisco, casa, trasporti, se non nella consapevolezza che la rappresentanza oggi non si esaurisce più all'interno di una dimensione esclusiva, ma va ricercando sempre maggiori spazi e dimensioni plurali?”.

Per realizzare tutto questo sono necessari sicuramente la formazione e l’aggiornamento di tutti gli apparati, tecnici e politici, in una prospettiva – a maggior ragione nell’ambito delle attività dei servizi – che deve sempre più vedere (o colmare laddove mancante) il “riconoscimento del valore del lavoro dell’altro”. Ma occorre anche investire in risorse. Su questo punto il dirigente sindacale è perentorio e insieme programmatico: “Qui credo vada assunta con chiarezza una decisione importante. Nel documento preparatorio di questa nostra conferenza si cita il tema della ripartizione delle trattenute sindacali nelle quote del 24 e 76 per cento rispettivamente per i livelli confederali e di categoria. Senza provocare stress organizzativi eccessivi dobbiamo darci una scadenza entro cui puntiamo ad arrivare a questo obiettivo.
Solo attraverso una responsabilizzazione reale sulla titolarità delle risorse sarà possibile accelerare il giusto impegno di tutte le strutture a collaborare per garantire al sistema CGIL il necessario contributo al funzionamento e al sostegno dei nostri servizi.
Come Funzione Pubblica, d'accordo con CGIL Lombardia, abbiamo finalmente realizzato l'importante risultato di portare a regime il sistema di canalizzazione che ancora non era patrimonio comune di tutte le nostre strutture. Abbiamo dimostrato come nella chiarezza e trasparenza della gestione delle risorse è più facile anche responsabilizzarsi intorno ad obiettivi comuni. Su progetti condivisi non serve modificare le aliquote di ripartizione, è molto più sano e responsabilizzante condividere accordi tra strutture alla luce del sole in un principio di confederalità che è anche solidarietà condivisa.
Perseguire l'obiettivo della ripartizione delle trattenute sindacali con il 76 per cento di queste alla categoria è, per la Funzione Pubblica CGIL Lombardia, l'impegno di rendere maggiori disponibilità alle azioni dei comprensori. Nel rapporto costante, responsabile e trasparente, tra strutture di categoria comprensoriali e camere del lavoro vanno garantite le necessarie sostenibilità di tutto il sistema CGIL. Per quanto ci riguarda, non c'è dubbio alcuno”.

Si allega l'intervento integrale di Florindo Oliverio, Segretario Generale FP CGIL Lombardia.

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tiziana.altea | 10 aprile 2012, 16:50
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