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Carcere di Busto / Dopo tre mesi, ancora PolPen aggrediti

La Fp Cgil chiede mezzi di protezione individuale e interventi per i detenuti con problemi di salute mentale
11 gen. – Per proteggere un altro detenuto sono stati a loro volta feriti dall’aggressore. È successo ieri al carcere di Busto Arsizio, nel varesotto, a due agenti della polizia penitenziaria, finiti sotto i calci e i pugni di un detenuto con problemi di salute mentale. Ma non è la prima volta che succede, e non solo ad opera dell’uomo in questione. Per questo, nel darne notizia, i due delegati della Fp Cgil, Claudio Montella e Antonio Costanzo, tornano a chiedere sostegno alla politica “affinché gli operatori siano muniti di sistema di difesa anti aggressione come in altri paesi della U.E. Non è accettabile che atti del genere non destino alcuna preoccupazione alle Istituzioni, che devono garantire sì una giusta detenzione, ma non permettere che all’interno degli istituti gli agenti diventino le vittime”. Non c’è solo il tema dei dispositivi di protezione individuale, ma anche quello della necessità di poter gestire soggetti con fragilità mentale in “strutture adeguate”. Ai due delegati si aggiunge il coordinatore regionale Calogero Lo Presti. “Intanto esprimo solidarietà ai lavoratori feriti e preoccupazione per il crescere di questi episodi nelle carceri della Lombardia – afferma il sindacalista –. Il tema dei detenuti con problemi di salute mentale è serio e complesso e merita tutte le dovute attenzioni. Pare che sia tra i punti che il Ministro Orlando sta affrontando e auspichiamo che finalmente arrivino soluzioni concrete e ottimali per tutti. Gli agenti non sono preparati alla gestione di queste persone che a loro volta devono poter scontare la pena ma in un contesto di tutela sanitaria”.
tiziana.altea | 11 gennaio 2018, 09:00
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