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IRCCS e IZS/ Alla ricerca di un inquadramento mai avuto

La legge di bilancio prevede il riconoscimento della professionalità dei ricercatori della sanità. La maggior parte precari, attendono anche la stabilizzazione. Se ne è discusso in un’assemblea Fp Cgil alla Fondazione IRCCS San Matteo di Pavia
7 giu. – “Siamo preoccupati per le difficoltà della norma lungo il suo iter”. Paolo Catarsi, 46 anni, fa ricerca sulle malattie mieloproliferative, quelle legate al midollo osseo, per intenderci. Dal 2011 ha un contratto di collaborazione con la Fondazione Irccs San Matteo di Pavia, dove due giorni fa la Fp Cgil ha tenuto un’assemblea con ricercatrici e ricercatori precari che rivendicano da tempo il riconoscimento della loro professionalità. La legge di bilancio 2018 ha previsto per il personale della ricerca degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici e degli Istituti zooprofilattici sperimentali l’inquadramento nel contratto nazionale della sanità. Ma la situazione politica del paese, le elezioni, i cambi nel Comitato di settore (il presidente Garavaglia si è dimesso, tra gli altri, perché eletto alla Camera), e alcuni rilievi fatti dal Ministero dell’Economia ne stanno rallentando l’attuazione. “Il coordinatore nazionale Fp Cgil Sandro Alloisio ha fatto il punto della situazione – racconta Catarsi –. Se è positivo che il tema dell’inquadramento contrattuale e del riconoscimento professionale di noi ricercatori venga finalmente affrontato dalle istituzioni, lo è meno che la figura del ricercatore sia stata inserita solo nel comparto e non anche nella dirigenza. Qui l’accesso sarà possibile solo a fine percorso (10 anni), quindi annullando di fatto l'anzianità acquisita negli anni di precariato e non considerando le esperienze lavorative pregresse”. Per quanto riguarda invece il MEF? “Le contestazioni sono sull’atto di indirizzo fatto dal Comitato di settore presieduto da Garavaglia. Per il Ministero prima di avviare il percorso contrattuale vanno emanati i decreti, prevedendo un iniziale livello unico di inquadramento. Se ne discuterà con Aran e comitato di settore il prossimo 13 giugno”. Catarsi, prima di lavorare per il San Matteo è stato ricercatore precario anche in altri istituti, come il Gaslini. Che cosa ti aspetti da questa norma tanto attesa? “Il contratto di collaborazione prevede degli obblighi, uno stipendio, i versamenti previdenziali. Nulla di più. Un inquadramento professionale presuppone un percorso di carriera e di poter avere un domani un contratto a tempo indeterminato. Apre a nuovi diritti, come la maternità, la malattia”.
“La riforma Madia, che rispetto ai possibili percorsi di stabilizzazione non ha ancora dato risultati positivi negli enti della provincia, non ha alcuna rilevanza per i ricercatori Pavia – ha affermato all’assemblea del 5 giugno Anna Maria Galantucci, segretaria generale della Fp Cgil territoriale –. A maggio è stato firmato definitivamente  il contratto della sanità che prevede l'attivazione del tavolo paritetico nazionale sull’ordinamento professionale e in quella sede occorrerà stabilire e definire l’inquadramento  e il profilo professionale dei ricercatori IRCCS . Questo passaggio è indispensabile per poter integrare questa figura nel CCNL. Non è più accettabile che questi giovani ed ex giovani ricercatori e borsisti non possano trovare il giusto riconoscimento contrattuale e dare stabilità al loro futuro”.

(Si ringrazia per le foto Pasquale Piemontese)
tiziana.altea | 07 giugno 2018, 13:02
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