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Vanoli (Fp Cgil Lombardia): finanziare il servizio pubblico, per i cittadini italiani e per i migranti

Ieri al direttivo della categoria regionale che si avvia al congresso, la segretaria generale ha toccato diversi nervi scoperti della deriva socio culturale che sta prendendo il nostro paese. Il sindacato è impegnato su più fronti, a tutto tondo, anche nell’antifascismo
14 giu. – Migranti – dalla vergognosa vicenda della nave Aquarius e dal vile omicidio di Soumaila Sacko, freddato nella baraccopoli calabra di San Ferdinando, scoperchiando altro sfruttamento di persone disperate – fino alle politiche nostrane ed europee cui cambiare verso, in direzione solidale e sociale. L’avanzare delle destre nere, alla faccia della nostra Costituzione, il peggiorare dei numeri dei femminicidi, dei morti sul lavoro, e l’aria bassissima che tira con razzismi, discriminazioni e omofobia. Ancora, le avvisaglie preoccupanti che sta dando il neo governo, non solo con i respingimenti di Matteo Salvini ma anche con la disintermediazione di Luigi Di Maio, intanto che le disuguaglianze sociali si acuiscono e si allontanano idee di redistribuzione e progressività fiscale. E nemmeno rassicurano in materia di autodeterminazione femminile o libertà rispetto al proprio orientamento sessuale le prime dichiarazioni del ministro alla famiglia Lorenzo Fontana. Come desta dubbi la delega alle pari opportunità assegnata per la prima volta e “inusualmente” a un uomo, Vincenzo Spadafora, comunque tutta da misurare rispetto alle politiche di genere, che “in questo paese significa per le donne”. Diversi i temi toccati ieri da Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia, nel suo intervento (mandato in diretta su Facebook) al direttivo della categoria regionale che entra formalmente nella fase congressuale, chiusa quella delle elezioni Rsu. “La partita oggi, nel nostro paese, è prima di tutto culturale. E ci mette in gioco come sindacato confederale per il divario che si accentua sempre più tra i nostri valori e le idee di tanti nostri iscritti - ha detto la sindacalista -. Il malessere sociale sta fomentando sempre più la guerra tra poveri invece che la solidarietà, invece che un’unione di forze basilare per agire un sano conflitto e così passare dalle rivendicazioni ai risultati. È preoccupante, ma è anche una sfida che ci chiama e che vogliamo affrontare fino in fondo”. Una risposta concreta, sul fronte dell’antifascismo, è la costituzione della nuova sezione Anpi “Maria Lorini e Pio Galli” della Cgil Lombardia. E ora anche il XVIII congresso Cgil, l’XI per la Fp (il 20 giugno partono le assise di base), è occasione per aprire “una stagione di costruzione di proposte, così come abbiamo cominciato a fare con le assemblee generali che hanno preceduto la fase delle assemblee congressuali”. Proposte che poggiano su due pilastri del sindacato: il Piano del lavoro (che si traduce anche in un piano straordinario di assunzioni nei servizi pubblici) e la Carta universale, cioè il nuovo statuto di tutte le lavoratrici e i lavoratori. Ma anche quella piattaforma unitaria su giovani e pensioni partita su spinta della Cgil. A fianco, tra gli altri, c’è tutto l’impegno da mettere, dopo che sono stati rinnovati i contratti pubblici, sia sulle piattaforme per i contratti integrativi da elaborare con le Rsu, sia rinnovare finalmente anche i ccnl dei settori privati. “In particolare per quanto riguarda la sanità privata e tutto il settore socio sanitario assistenziale che, tranne che per le due positive eccezioni dei contratti Agidae e Agespi, non è ancora entrato in una fase che si possa definire conclusiva” precisa Vanoli. Guardando a tutte le iniziative di pressione che sarà necessario mettere in campo per mettere in carreggiata positiva le trattative.
tiziana.altea | 14 giugno 2018, 08:30
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