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Migranti / Burocrazia contro umanità

La circolare del ministro dell’Interno Salvini sul ‘riconoscimento della protezione internazionale e la tutela umanitaria’ è per la Funzione pubblica Cgil ‘una stretta intollerabile che elimina ogni traccia di umanità nell’azione amministrativa del rilascio dei permessi di soggiorno per motivi umanitari, burocratizzando così l’intero processo’
6 lug. – Donne incinte, bambini, malati. Tra i migranti, sono soprattutto queste le persone che subiranno la sterzata alla protezione umanitaria avviata ieri dal ministro dell’Interno che ha inviato a prefetti, commissione nazionale per il diritto di asilo, commissioni e sezioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale una circolare per ridurre la concessione dei permessi di soggiorno. Nel testo, diffuso sul sito del quotidiano La Repubblica, Matteo Salvini richiama all’“esercizio, improntato al più assoluto rigore e scrupolosità, di una funzione che si presenta essenziale nel più ampio contesto di gestione del fenomeno migratorio, a salvaguardia degli interessi primari della collettività oltre che dei diritti dei richiedenti”. Pronta la risposta della Funzione Pubblica Cgil: “Adducendo motivi di sicurezza derivanti da difficoltà di inserimento e problematiche sociali, il ministro Salvini continua a trattare il tema immigrazione come una questione di solo ordine pubblico, alimentando irresponsabilmente nel paese una campagna di odio e rabbia. Il titolare del Viminale intende così restringere il campo di applicazione di una disposizione legislativa dello Stato, il Testo Unico sull’immigrazione del ‘98, richiamando le commissioni a non valutare soltanto i seri motivi previsti dalla norma a base del rilascio del permesso ma anche la condizione complessiva del richiedente riferibile alle condizioni di partenza di privazione o violazione dei diritti umani nel paese di origine. Nella sostanza nessuna singola circostanza potrà essere presupposto per la concessione del beneficio”. Tanto che la Cgil nazionale, con il segretario Giuseppe Massafra, definisce questo nuovo atto “un vero e proprio accanimento contro le persone più deboli”. Per quanto poi riguarda la necessità di velocizzare l’esame delle circa 136.000 domande di protezione internazionale anche con l’immissione, dal prossimo 9 luglio, di 250 funzionari, la categoria dei lavoratori pubblici rileva: “Da tempo come Fp Cgil richiediamo di riorganizzare tutto il sistema relativo ai processi migratori: soccorso, accoglienza, integrazione e riconoscimento dello status di rifugiati. Per dare maggiore efficacia a questo processo servirebbe un piano straordinario di assunzioni nonché formazione per le lavoratrici e i lavoratori impegnati in queste funzioni, insieme al riconoscimento delle loro professionalità e allo stanziamento di risorse adeguate per garantire lo svolgimento delle attività”. Intanto il 7 luglio anche la Cgil ha aderito all’appello congiunto di Anpi-Libera-Arci-Legambiente di indossare magliette rosse per contrastare le politiche di chiusura ai migranti e manifestare la solidarietà e l’umanità.
tiziana.altea | 06 luglio 2018, 16:32
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