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13 settembre, giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari

Indetta a Bari da FNOMCeO e dagli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Puglia, la giornata è in memoria della psichiatra Paola Labriola. Fp Cgil Medici: ricadono sugli operatori problematiche di organizzazione e inefficienze delle aziende sanitarie
13 sett. – “Sono soprattutto le problematiche organizzative e le inefficienze delle Aziende Sanitarie a ricadere sui singoli operatori. Si viene aggrediti perché l'ambulanza tarda ad arrivare, per le liste d'attesa, per le carenze di personale, per il sovraffollamento dei pronto soccorso. Ci sono prestazioni che devono prevedere almeno la co-presenza e il supporto del personale di vigilanza. Anche la formazione degli operatori diventa fondamentale per la comprensione dei meccanismi che innescano la violenza e per lo sviluppo delle capacità di 'contenimento' della persona che aggredisce. Organizzazione, adeguamento degli organici, sicurezza dei luoghi di lavoro, tutele contrattuali e formazione sono le priorità per contrastare un fenomeno che ormai è dilagante” afferma Andrea Filippi, segretario nazionale Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, plaudendo alla giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari indetta per oggi a Bari dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO) e dagli ordini provinciali della Puglia. Il 4 settembre 2013 Paola Labriola, psichiatra barese, fu uccisa da un suo paziente e questa giornata nazionale è voluta in sua memoria. Purtroppo le violenze, fisiche, verbali e psicologiche verso il personale medico e sanitario, soprattutto femminile, stanno aumentando nel nostro paese. Già qualche mese fa, dalla Lombardia, la segretaria Fp Cgil Medici Sonia Ribera aveva espresso tutta la sua preoccupazione in materia e additato le responsabilità della politica. “Gli utenti colpiscono gli operatori della sanità perché sono facilmente identificabili, senza porsi troppe domande sulle cause del loro disagio” sostenne e sostiene la dirigente sindacale. “Le carenze di personale, i tagli dei servizi che ostacolano l’esercizio del diritto alla salute dei cittadini sono un problema non solo individuale ma sociale. Quindi della politica, che deve fare la sua parte” attacca Ribera.
tiziana.altea | 13 settembre 2018, 09:03
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