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Buon 8 Marzo: alle lavoratrici e ai lavoratori Polpen

Comunicato di Calogero Lo Presti, Coordinatore regionale Fp Cgil Lombardia
A ridosso dell’8 Marzo, Giornata Internazionale della Donna, come Fp CGIL vogliamo porre l’accento sul lavoro delle Poliziotte Penitenziarie all’interno delle carceri.

Un lavoro che dal punto di vista fisico e psichico è estremamente faticoso, dove i concetti di umanità, relazione, ruolo e doveri mettono a dura prova le Poliziotte, pressate da continue sollecitazioni, anche emotive.

La loro “mission” è provata dalle carenze d’organico accanto al sovraffollamento carcerario, a paghe basse, alla fatica di conciliare la vigilanza – intesa come ordine, disciplina e sicurezza – e la riabilitazione e rieducazione delle donne detenute. Alla fatica di bilanciare tra impegno del ruolo e propria soggettività, ancora più ostica in un ambiente come quello carcerario.

Nelle carceri s’incontrano dolore, sofferenza, disperazione, rabbia, aggressività, devianze di ogni genere, situazioni e condizioni che mettono a dura prova il lavoro delle poliziotte penitenziarie, anche la loro lucidità. E non sempre la norma o il regolamento risolvono tutti i problemi, né prevedono come ci si debba comportare per ogni caso: se è meglio essere dure o comprensive e tolleranti, se è meglio ascoltare o essere ascoltate, fare o non fare, rivolgersi a un superiore o fare di testa propria. Molto spesso ci si comporta a seconda della persona detenuta da trattare.

Un lavoro del genere, in una organizzazione complessa e gerarchizzata, con turni stressanti h24, non fa altro che logorare le agenti, spesso “obbligate” a fare questo tipo di attività. Senza dimenticare che anche loro sono mogli, madri, figlie, con tutto il lavoro di cura che loro affibbia la nostra società, poco vicina alle donne.
In un quadro simile, a lungo andare, il rischio è quello che le poliziotte penitenziarie cadano in disturbi psicosomatici, come la sindrome della fatica cronica, e malattie.

Ecco perché, a nostro avviso, l’Amministrazione Penitenziaria, ed in generale lo Stato, dovrebbero farsi carico delle esigenze e istanze di tutte le donne lavoratrici che si trovano in queste condizioni e averne maggiore considerazione.

Ultimo, ma non ultimo: auguro buon 8 Marzo – e non solo per l’8 Marzo – a tutte le lavoratrici. Ma auguro buon 8 Marzo – e non solo per l’8 Marzo – anche a tutti i lavoratori, a partire dai miei colleghi. In quanto uomini per primi dobbiamo farci carico della nostra responsabilità di rispettare le donne in quanto tali, portatrici di diritti tanto quanto noi. Dobbiamo rispettare e sostenere le nostre colleghe e le donne, nel lavoro e nella vita, affiancarci al loro urlo ancora inascoltato contro discriminazioni, violenze, femminicidi”.
 
6 marzo 2018
tiziana.altea | 06 marzo 2018, 12:56
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